Sex Reassignment and Hyperandrogenism . delibera approvata dal CIO che autorizza le atlete/i Transessuali a praticare sport agonistici

Annunci

TRANSESSUALITA’ E SPORT

La partecipazione di persone transgender o transessuali a sport competitivi è una questione controversa. L’opposizione a persone transgender o transessuali che competono in eventi sportivi si concentra generalmente su fattori ormonali, come livelli più alti di testosterone tra le donne trans ; la socializzazione di giovani uomini e donne e fattori fisiologici come l’altezza e il peso. Insistenti atleti trans competono contro atleti dello stesso sesso biologico , test di verifica del sesso e regolamenti di accesso sono stati utilizzati con l’obiettivo di garantire una concorrenza leale. Storicamente lo sport è stato visto come un dominio maschile. La percezione maschile dello sport fu inizialmente moderata dall’aumento dello sport femminile e ulteriormente sfidata con la graduale accettazione degli sportivi gay . Un terzo allontanamento da questo punto di vista tradizionale è venuto dai trans-atleti, che non si adattavano alla definizione di sesso maschile e femminile accettata culturalmente.

Un atleta transgender di alto profilo era il tennista Renée Richards. Già un promettente giocatore di tennis maschile, Richards ha subito una terapia di riassegnazione di genere nel 1975 e ha iniziato a giocare nei tornei femminili un anno dopo. La sua scoperta e la conseguente frenesia dei media hanno scatenato proteste. Dopo aver accettato l’invito a un riscaldamento torneo per la US Open le associazione femminile di tennis (WTA) ed il Tennis Association Stati Uniti (USTA) ha ritirato il loro sostegno e il 25 delle 32 donne si ritirarono. USTA e WTA hanno introdotto il test del Barr Body , che identifica i cromosomi sessuali di una persona. Richards ha rifiutato di fare il test ed è stato bandito dagli US Open. Ha presentato una causa nel 1977 sostenendo che i suoi diritti civili sono stati violati. Il giudice ha convenuto che il test del corpo di Barr come unico determinante del sesso è stato “gravemente ingiusto” e ha governato Richards legalmente di sesso femminile. Ha gareggiato nell’Open del 1977, perso nel primo turno e ritirato quattro anni dopo. Al momento in cui la sentenza sul caso Richards non ha portato a grandi cambiamenti al di fuori del tennis. Divenne l’allenatrice di Martina Navratilova.

Nel 2003, un comitato convocato dalla commissione medica del Comitato olimpico internazionale (CIO) ha redatto nuove linee guida per la partecipazione degli atleti che avevano subito una nuova assegnazione di sesso. Il rapporto elencava tre condizioni per la partecipazione. Innanzitutto, gli atleti devono aver subito un intervento chirurgico di riassegnazione del sesso , compresi i cambiamenti nei genitali esterni e nella gonadectomia . Secondo, gli atleti devono mostrare il riconoscimento legale del loro genere. Terzo, gli atleti devono aver subito una terapia ormonale per un tempo appropriato prima della partecipazione, con due anni di tempo suggerito.

Non è stato fino al 2004 che il CIO ha permesso agli atleti transessuali di partecipare ai Giochi olimpici. Nel 2015, il CIO ha modificato queste linee guida riconoscendo che il riconoscimento legale del genere potrebbe essere difficile nei paesi in cui la transizione di genere non è legale, e anche che richiedere un intervento chirurgico in individui altrimenti sani “potrebbe essere incoerente con lo sviluppo della legislazione e delle nozioni di diritti umani”. Le nuove linee guida richiedono solo che gli atleti trans donne dichiarino il loro genere e non cambino tale asserzione per quattro anni, e dimostrino un livello di testosterone inferiore a 10 nanomoli per litro per almeno un anno prima della competizione e per tutto il periodo di eleggibilità. Gli atleti che passavano da donna a uomo potevano gareggiare senza restrizioni. Queste linee guida erano in vigore per le Olimpiadi di Rio 2016. Mentre c’erano voci secondo cui due atleti transgender in competizione hanno gareggiato a Rio, queste voci non sono state confermate.

Al centro di questa controversia vi sono le preoccupazioni che le donne transgender

supererebbero le donne cisgender a causa della loro struttura corporea più maschile, dellasocializzazione come maschi e dei livelli di testosterone più elevati. L’intenso esame degli

atleti transgender si è focalizzato sulle donne trans perché in genere si presume che la transizione da una donna a un uomo non conferisca un vantaggio competitivo. Le organizzazioni sportive hanno cercato un test per la verifica del sesso per garantire l’equità in tutti gli sport. Questo è iniziato negli anni ’40 con “certificati di femminilità” forniti da un medico. Negli anni ’60, per confermare il sesso, sono state utilizzate le ispezioni genitali visive, seguite dall’analisi cromosomica per garantire che tutti gli atleti avessero un trucco cromosomico XX o XY. Questi test sono stati tutti progettati per garantire che gli atleti fossero autorizzati a competere come il loro sesso, ma principalmente hanno portato all’esclusione degli atleti intersessuali. Più recentemente, i livelli di testosterone sono diventati il punto focale e, allo stesso tempo,sono state cercate nuove linee guida che consentissero agli atleti transitati con successo di competere.

Le persone che si oppongono alle donne transgender che gareggiano negli sport femminili affermano di avere un vantaggio ingiusto sulle donne cisgender a causa dei loro livelli di testosterone e della diversa distribuzione di muscoli e grasso. Il testosterone regola molte funzioni diverse nel corpo, compreso il mantenimento della massa ossea e muscolare. Si sostiene anche che gli atleti che passano a una donna dopo la pubertà avranno un rapporto muscolo-grasso maggiore rispetto alle atlete.

Tuttavia, l’uso di supplementi di estrogeni e di bloccanti del testosterone (o castrazione fisica attraverso la riassegnazione del sesso) causa una diminuzione della massa muscolare, della densità ossea e dei globuli rossi che trasportano ossigeno. Ciò porta ad una diminuzione di forza, velocità e resistenza. Secondo Joanna Harper, corridore competitiva, scienziata e donna transgender, ogni atleta ha vantaggi e svantaggi. L’altezza maggiore che una donna transgender può aver guadagnato prima della transizione può essere un vantaggio sul campo da basket, ma è probabile che sia svantaggiosa per una ginnasta. Eric Vilain, professore di genetica umana presso l’UCLA e consulente della commissione medica del CIO, ha dichiarato: “C’è una differenza tra il 10 e il 12% tra prestazioni atletiche maschili e femminili. Dobbiamo categorizzare con criteri rilevanti per le prestazioni. una situazione molto difficile senza soluzione facile.

Questo in breve la lunga controversia sulle atlete transgender, Ma come detto qui sopra ci sono delle informazioni dovute a scarsa conoscenza. Un esempio e il caso della atleta transgender Tiffanny che giocò a Palmmi in A2. Al suo esordio, fece 28 punti e poro’ alla vittoria, la sua squadra, qui le polemica sul fatto che aveva una muscolatura e forza di uomo. Niente di vero l’assunzione di antitestoterone e di estrogeni avevano portano la persona suddetta, a una trasformazione ad un metabolismo di una donna aveva perso ben 40 cm di elevazione, ma c’era un altro fatto all’andata palmi vinse contro brescia e la risposta della fipav e del CONi, il quale faceva testo il 30738463_914751482039186_7307990259934123610_nSex Reassignment and Hyperandrogenism .

settimana dal 9 al 13 aprile

Questa settimana e stata molto intensa, fisicamente Mi sento stanca sento che il mio metabolismo sta cambiando. E per me e anche un modo per fare il punto della situazione di me stessa. Ma sento che la mia testa e donna, ma questa sensazione la sento  da tempo, da sempre.

Ma e il mio carattere, la mia celebrosità, se mi e permesso dirlo, a essere cambiata, la sento più mia, e la mia emotività e la mia sensibilità e molto molto alta. Alla prossima settimana e al mio prossimo post.

ECCOMI COME SONO OGGI

Essere donna transessuale non e indossare tacchi o gonna,ma e qualcosa che senti dentro di te, la parte esteriore, il cambiamento che sto effettuando e per equilibrare la mia persona essere me stessa. e cosi sono me stessa. mi appropriando di cio’ che sono e nulla o nessuno me lo impedirà. questa sono io e cosi mi sento al naturale.

La situazione dopo 3 settimane di terapia

Sono passate 3 settimane da quel 14 marzo quando ho iniziata la terapia antitestoterone che ha come obiettivo quello di bloccare e far scendere quasi allo zero per poi iniziare l’assunzione di estrogeni femminili. Questi, il testoterone, dà non solo la forza,  alla persona, la crescita dei peli, della barba, orienta il metabolismo interno , rende uomo la persona, cosi in sintesi di quello che mi hanno detto. Comincio a sentire gli effetti,  dopo 21 giorni gli effetti sulla peli e la barba per esempio, che rallentano la sua crescita; dove per esempio, dopo 5 giorni ho la barba di 2 giorni. Quando prima, sempre dopo  5 giorni era folta. E uno delle prove che ho fatto, i peli del corpo non crescono, ma sopratutto la forza, sta calando.  Al lavoro,  quando sollevo pesi, ovvero i rotoli di tessuto se prima, non la sentivo, ora la sento tutta, e sento dentro di me sul mio metabolismo,  che questi sta cambiando. Anche sui miei organi genitali, sento i cambiamenti, niente più erezioni mattutine, anzi calate di molto o quasi nulle. Personalmente la scomparsa delle erezioni, sono per me una liberazione. Debbo confessare, inoltre che sul mio stato d’animo cio’ sta avendo effetti, non so se dipende dalla assunzione di Androcur (il antitestoterone che sto prendendo ogni giorno 2 compresse al giorno di 50 mg), ma dentro di me oltre ad uno stato d’animo di assoluta pace, e serenità comincio ad assumere posizioni più femminili, molto più naturalmente di prima. Da come accavallo le gambe, e da come mi siedo, insomma tutte cose che adesso le sento mie naturali. Sono sensazioni che sento. certamente, e dura, ma lo faccio volentieri e con gioia, per coronare il mio sogno il mio desiderio di affermare la mia vera identità sessuale di donna.

8 marzo una giornata particolare

8 Marzo 2018, giornata internazionale della donna, ma per me non è stata solo la mia prima festa della donna come donna trans, ma anche l’inizio di quel cammino che mi porterà a diventare donna. Un sentimento, una identità che avevo dentro, che sentivo mia madre che per troppo tempo avevo nascosto e sepolto per via delle convenzioni di questa società e per compiacere gli altri così da farmi vivere male la mia vita. Ma ora tutto questo è finita con un cammino che inizia proprio oggi, e che per me non è andata solo il significato di giornata venire riflessione, ma la mia festa per la mia indipendenza e la mia emancipazione femminile. Anche se vieni femministe rivoluzionarie e donna oggi no ce niente da festeggiare, ma personalmente lo è.

Avevo chiesto un mio datore di lavoro, e lui senza problemi mi aveva concesso, anche grazie al mio perfetto perfetto, e si, anche se non ancora fatto uscire sul mio posto di lavoro, bisogna essere perfetti sopratutto per una donna che transgender o bio. Mi sono recata a verona, dal mio endocrinologo che con questa mia prima visita mi prende cura, questo grazie Al gruppo, il gruppo di padova e verona che aiuta e supporta tutte le persone transgender al cambio di sesso, e che aveva preso contatti con lui.

L’appuntamento era alle 13.00 in fretta all’autogrill, sono arrivata a Verona, con un traffico intenso sulla strada, arrivo all’ospedale di borgo trivio e da li inzia …. la ricerca dello studio del dottore. Non siete mai visti all’ospedale di verona? Bè vi conviene premunirvi di una mappa dell’ospedale perchè è venuto un labirinto, e dopo tanto penare che sembravo chiara jones alla ricerca dello studio perduto, alla fine lo trovo. La prima cosa che ho scelto, il mio nome è l’elezione che ho scelto, ovvero Chiara, non solo, lui mi appare, come burbero e schietto, mi mette alla prova inizio della terapia, gli insegnamenti della ricerca psicologica e gli esami. Un attimo di silenzio e poi mi prescrive l ‘ androcur per abbassare il testoterone, per farlo arrivare a livelli molto bassi e quasi uno zero, Continua dicendomi che il mio metabolismo interno cambierà passando da uomo a donna della mia età. Io mi faccio domande sulla assunzione di medicinali, e tante domande cambiamenti e come mi dovevo comportarmi.

Alla fine mi saluta, chiamandomi sempre al femminile e noto che sul foglio dove erano scritte le medicine era stato messo il mio nome di donna, ma questo me ne sono accorta arrivata a casa, mi ero presa una paura per quando mi sarei recata alla farmacia per avere i medicinali, ma per fortuna era solo mie paturnie. Ero cosi felice, e piena di gioia finalmente iniziavo a coronare cio che sentivo dentro da tanto tempo sistemare la mia esteriorità fisica a uomo a donna, che per tanto tempo avevo sepolta dentro di me, questo dvuta alla mia educazione che avevo rucevuto in famiglia troppo borghese fascista e binaristica.

La mia vita finalmente sta cambiando, trovare un mio equilibrio interno, visto che dentro di me sono una donna come sentimenti, cuore, emozioni, sensibilità dolcezza e cuore tanto cuore, e affettuosa, mentalrmente cose che grazie alle sedute con la mia psicologa, le sto facendo uscire e predendole come mie caratteristiche, prendendo coscienza di me .

Sono una donna transgender, donna dentro e fuori, e quando senti dentro di te queste insieme di sentimenti e di emozioni che escono fuori e giusto e sacrosanto che tu trovi un equilibrio con te stessa anche fisicamente. E a chi si oppone o propaganda assurdità transfobe, o chi non mi accetta passo oltre e un problema loro non mio. Ho finito di soffrire, per far piacere agli su come devo vivere la mia vita e un mio diritto aspirare alla mia felicità e come devo viverla da DONNA TRANSGENDER.

PACE E AMORE